L’Alba del BIM 2.O
Il settore AEC (Architecture, Engineering, Construction) è alla vigilia di una rivoluzione software. Se i primi anni 2000 hanno segnato il passaggio dal CAD al BIM 1.0 (pensiamo a Revit), oggi stiamo assistendo alla nascita del BIM 2.0.
Dopo anni di frustrazione per la lentezza nell'innovazione dei software tradizionali, una nuova ondata di startup sta costruendo strumenti più agili, collaborativi e intelligenti.
L’Evoluzione Incompiuta
Ma cosa significa esattamente questo cambiamento e quali sono i nuovi player da tenere d'occhio?
Che cos'è il BIM 2.0?
Per circa vent'anni, il flusso di lavoro standard è stato dominato da pesanti software desktop. Sebbene abbiano introdotto la modellazione parametrica, questi strumenti sono rimasti spesso isolati e lenti nell'evoluzione.
Il BIM 2.0 sposta il baricentro dal desktop al cloud. Immaginate la facilità di collaborazione di Google Docs o Figma, ma applicata alla progettazione architettonica: più persone che lavorano sullo stesso modello, nello stesso momento, direttamente dal browser, senza installazioni complesse. A questo si aggiunge l'integrazione nativa dell'Intelligenza Artificiale per automatizzare i compiti ripetitivi.
Ecco le 9 startup che stanno ridefinendo le regole del gioco.
Piattaforme Collaborative
"All-Round"
Questi strumenti mirano a creare ambienti di progettazione completi che fondono la facilità d'uso di SketchUp con la potenza dei dati BIM.
• Snaptrude: Definito come il punto d'incontro tra SketchUp e il BIM, Snaptrude permette la modellazione "push-pull" intuitiva direttamente nel browser. È fortemente orientato alla collaborazione in tempo reale e alle fasi di fattibilità, permettendo di generare dati e report fin dalle prime bozze volumetriche.
Arcol
Simile a Snaptrude, Arcol punta tutto su un'interfaccia utente (UI) moderna e pulita. Anch'esso basato su cloud, permette di passare rapidamente dalla massa volumetrica ai report di area, con una grafica accattivante che ricorda lo stile diagrammatico dello studio BIG.
Conic: A differenza di molti altri che partono dalla fattibilità, Conic si sta concentrando sulla creazione di un potente motore di modellazione capace di gestire modelli enormi (dalla singola vite a intere città) in meno di 60 secondi. È uno strumento pensato per chi cerca precisione e performance.
2. I Maestri della Fattibilità e Generazione Automatica
Una delle tendenze più forti del BIM 2.0 è il focus sulle fasi iniziali di progettazione (Feasibility), spesso le meno redditizie per gli architetti, automatizzando la creazione di layout e report.
• Giraffe: Una piattaforma australiana che promette di passare dalla selezione del sito al report di fattibilità completo in meno di dieci minuti. Con uno stile grafico giocoso ma potente, integra dati GIS e planimetrici per velocizzare drasticamente l'inizio di un progetto.
• Finch: Sfruttando il design computazionale e l'AI, Finch genera planimetrie dettagliate partendo da semplici input volumetrici. È uno strumento "intermedio" che ottimizza i layout interni e permette di esportare i risultati nei software BIM tradizionali come Revit o Rhino.
• Hypar: Pioniere nell'automazione, Hypar si concentra sulla generazione automatica di layout per uffici, ospedali e altri edifici complessi, sperimentando anche con funzionalità "Text-to-BIM" per creare configurazioni spaziali tramite comandi testuali.
• Spacio AI: Unisce la progettazione volumetrica alla verifica normativa. La sua AI è in grado di comprendere i regolamenti edilizi locali e controllare la conformità del progetto in tempo reale, agendo come un assistente intelligente durante il design.
3. Il Tessuto Connettivo: Dati e Revisione
Il problema storico del BIM è la frammentazione dei dati. Questi strumenti cercano di unificare il flusso di lavoro.
• Speckle: Più che un semplice strumento di interoperabilità, Speckle è una piattaforma dati che connette software diversi (Rhino, Revit, Unreal) in un unico ambiente cloud. Unificando i dati, Speckle si posiziona come la chiave per sbloccare il vero potenziale dell'AI nel settore AEC, rendendo i dati di progetto accessibili e leggibili.
• Motif: Fondata da ex membri del team Revit, Motif offre un ambiente di revisione collaborativa che unisce un visualizzatore BIM alle funzionalità di una lavagna virtuale (tipo Miro), permettendo ai team di commentare e lavorare sui modelli nel cloud.
Cosa ci aspetta nel futuro?
Sostituiremo Revit o Archicad domani? Probabilmente no. Questi strumenti sono ancora nelle fasi iniziali e, per ora, si affiancano ai software tradizionali piuttosto che rimpiazzarli completamente.
Tuttavia, la direzione è chiara: il futuro è nel cloud, collaborativo e assistito dall'AI. L'automazione delle fasi di fattibilità potrebbe sollevare dubbi sulla creatività (vogliamo davvero che un algoritmo progetti i nostri spazi?), ma offre anche l'opportunità di liberare gli architetti dai compiti più noiosi per concentrarsi sul design di qualità.
Il consiglio? Iniziate a testare questi strumenti oggi. Supportare e fornire feedback a queste nuove realtà è il modo migliore per plasmare gli strumenti che useremo domani.